Congr. Nazionale degli A.P.P.C.

Gli  IUNIOR  al 7° Congresso Nazionale degli Architetti e 2° Congresso Nazionale degli A.P.P.C.

di Luisa Mutti

 

Dal 6 al 9 febbraio si è tenuto a Palermo il 7° Congresso Nazionale degli Architetti e 2° Congresso Nazionale degli A.P.P.C., sul tema “Democrazia Urbana per la Qualità”.

Questa edizione ha visto per la prima volta la partecipazione dei rappresentanti degli iunior ad un Congresso Nazionale, corredata da alcuni documenti riguardanti la figura del professionista triennale.

In particolare si sottolinea “l’indagine sull’evoluzione delle figure professionali dell’architetto iunior e del pianificatore iunior”a cura del Dipartimento Magistratura e Strategie Architetto Iunior del C.N.A.P.P.C. Presidente del Dipartimento: Architetto Iunior Marco Belloni, con la collaborazione dei Consiglieri iunior degli Ordini provinciali.

I risultati emersi dal questionario, disegnano una situazione sotto il profilo professionale soddisfacente, ma allo stesso tempo il quadro generale sembra procedere nel senso opposto alla realtà universitaria.

Secondo i dati evidenziati nell’indagine, il numero ancora esiguo di  professionisti iscritti alla sezione B degli Ordini territoriali (circa 764), deriva unicamente dall’alta percentuale di studenti (72%) che prosegue gli studi, declassando la validità dei corsi triennali non ritenuti “in genere” professionalizzanti,  e addebitando allo studente un senso di sfiducia sul futuro professionale.

E’ importante sottolineare invece che molto spesso questo fenomeno ha come causa iniziale una “spinta” unidirezionale esercitata sugli studenti, i quali nella maggioranza dei casi, continuano gli studi non solamente per interesse personale. La “sfiducia” invece nella qualifica acquisita con la laurea, viene provocata da informazioni non chiare sul futuro professionale, rilasciate all’interno degli Atenei,durante gli anni studi.

C’è anche un altro aspetto da considerare, legato al basso numero di iscrizione all’Albo, ed è quello riguardante le abilitazioni annuali. Il 50% circa degli iscritti agli esami di Stato non superano le prove. Da questo dato si evince la netta distanza tra percorso universitario e professione. Tale percentuale è estensibile anche ai laureati magistrali e quinquennali, a conferma delle stesse criticità  di inserimento nella professione.

Contrastante con il trend universitario, è invece quello derivante dai professionisti interessati all’iscrizione ad una laurea magistrale, dopo l’iscrizione all’Albo professionale, solo il 30% prosegue, e circa il 75%  seguirebbe di nuovo lo stesso corso di laurea.

Questo dato sottolinea il grado di soddisfazione degli iunior, ed il loro positivo inserimento nel mondo del lavoro circa il 54% impiega solamente un mese per l’inserimento nel mondo professionale e circa il 45% in forma autonoma. Mentre ha  una bassa validità il dato relativo al livello retributivo, in quanto sul campione di professionisti che hanno risposto al quesito, la maggioranza ha eluso tale risposta.

Il sondaggio, ha riscontrato inoltre una tendenza dei laureati triennali ad iscriversi a corsi di aggiornamento professionale; è indiscutibile quindi, l’interesse del professionista iunior di accrescere sempre più la sua professionalità, a partire dal tirocinio professionalizzante considerato come uno “..strumento utile per l’inserimento nel mondo del lavoro” (69,6%).

Altro documento specifico sugli iunior inviato ai partecipanti al Congresso, è stato quello della Consulta per la professione iunior dell’Ordine degli A.P.P.C. di Roma.

Il tema proposto : Il percorso triennale: dalla formazione alla professione, sintetizza brevemente i momenti salienti dalla formazione del tecnico triennale, alla professione iunior, invitando i congressisti ad una riflessione sull’attuale spesso problematico, inserimento nella categoria.

Il documento esorta ad una trattazione più profonda, da sviluppare nei futuri incontri, riguardante diverse tematiche che spaziano dalla richiesta di creazione di sinergie tra settore universitario e settore professionale, alla definizione dei limiti entro cui far rientrare le competenze delle attuali figure professionali, evitando di risolvere tale problema attraverso istituzione di ulteriori nuovi professionisti.

In conclusione, anche se la tematica iunior al Congresso di Palermo, ha “sfiorato” l’interesse generale, ponendosi come argomento marginale, ma trasversale alle grandi tematiche discusse nelle giornate congressuali, si può considerare positivo il risultato.

L’evento ha segnato per i professionisti triennali iscritti agli Ordini degli Architetti, un primo e significativo passo verso il superamento dei primi ostacoli, posti da quanti considerano gli iunior  non professionisti della sezione B, ma professionisti di serie B.

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